RISTRUTTURAZIONI: consigli pratici

Spesso, quando si decide di ristrutturare uno o più ambienti, si è sommersi da dubbi, offerte e opinioni. Proviamo a capire in modo pratico quali possono essere le tipologie di ristrutturazione e alcuni consigli su come affrontarle senza patemi.

 

TIPOLOGIE DI RISTRUTTURAZIONE

 

MODIFICARE GLI SPAZI

Si tratta della più tipica ristrutturazione che si configura quando nascono nuove esigenze nel modo di vivere/lavorare nei propri ambienti. Consiste in genere in un intervento sulle strutture esistenti, per ottenere nuovi o diversi spazi. I lavori interessano pareti/cartongessi divisori, serramenti, scale, pavimenti, impianti elettrici e idraulici, illuminazione, rivestimenti e finiture. Tutto è finalizzato ad una nuova e diversa funzionalità d’uso degli spazi. Questo intervento, trattandosi di manutenzione straordinaria, gode di importanti incentivi fiscali e inizia con una pratica edilizia da parte di un professionista abilitato.

 

MODIFICARE DISPOSIZIONE E/O DESTINAZIONE D’USO

Si tratta di una ristrutturazione che comprende tutte le situazioni in cui la volumetria iniziale resta intatta, ma si rivoluziona la disposizione dei componenti e/o l’uso dell’ambiente. Tipici esempi sono il bagno con i nuovi sanitari disposti in maniera più razionale, lo sgabuzzino che diventa lavanderia, il sottotetto che da ripostiglio diventa camera con nuovo lucernario e magari anche bagno (a seconda delle norme del piano casa della tua Regione). Anche questi interventi rientrano nella manutenzione straordinaria e, quindi, godono di importanti incentivi fiscali. Ricordiamo che tutto inizia con una semplice pratica edilizia da parte di un professionista abilitato.

 

MODIFICA ESTETICA

Infine, la terza tipologia di ristrutturazione si ha quando l’aspetto di un ambiente smette di soddisfare il gusto di chi lo vive. È un intervento meramente estetico sia degli arredi che del contesto: i lavori interessano pavimenti, pareti, illuminazione, finiture e rivestimenti. Ogni modifica è finalizzata alla composizione di un nuovo contesto scenografico. Questo intervento è considerato manutenzione ordinaria e, da solo, non gode degli incentivi fiscali. Pertanto non necessita di pratica edilizia.

 

CONSIGLI PRATICI

 

1. PROGETTO DI ARREDO

In una ristrutturazione, l’errore più frequente è partire subito con i lavori e pensare, solo dopo, all’arredo. Così facendo, però, collegare i due aspetti comporta inevitabilmente fare compromessi e ripieghi, per poi ottenere un risultato sempre diverso da quello inizialmente desiderato. Senza contare costi ampiamente evitabili. Un approccio saggio ad una ristrutturazione inizia sempre con un progetto di arredo, prima di dare il via a ogni intervento. Visualizzare con chiarezza percorsi e ingombri in pianta, vuol dire verificare che la nuova destinazione d’uso degli ambienti rispecchi le aspettative ipotizzate per quello spazio. Inoltre, l’uso dei rendering, consente di visualizzare subito il risultato finale, eliminando ogni dubbio.

 

2. OPERE COLLEGATE

Tanti anni di esperienza ci hanno insegnato che avere in mano progetti precisi, nonché l’anteprima del risultato finale, consente di far comprendere a ciascun artigiano con precisione i vari lavori da farsi per le diverse opere necessarie e collegate all’arredo: impiantistica (idraulica e elettrica), rivestimenti (pavimenti e pareti), cartongessi e pitture, illuminazione.

 

3. SUCCESSIONE LAVORI

Attenzione che esiste una logica sequenziale nell’esecuzione dei lavori da farsi, al fine di ottimizzare i tempi totali degli interventi, ridurre i disagi della ristrutturazione e impedire costosi rifacimenti, riprese e/o modifiche. Anche i tempi tecnici di asciugatura dei materiali tipo malte, pitture, ecc devono essere ben programmati per evitare poi problemi a lavoro finito.

 

CONCLUSIONE

Spesso la tentazione di arrangiarsi in nome di un ipotetico risparmio è sempre in agguato, poiché si considera la ristrutturazione come un intervento facilmente gestibile con il “fai da te“. A che serve il progetto quando basta mettere una cosa qua e poi un’altra più in là?! Perché chiedere le autorizzazioni visto che si tratta di casa mia?

Così facendo si sottovalutano le grandi insidie della selezione e del coordinamento dei vari esecutori, presunti esperti. Quasi sempre gli artigiani interpellati per i lavori intervengono proponendo la loro visione, creando così dubbi e imponendo certezze: le loro. Considera anche che queste nuove proposte si aggiungono al tuo “teorico” progetto iniziale. A questo punto come fare sintesi? Come fare a decidere? E soprattutto perché non lavorare a norma e usufruire degli importanti incentivi fiscali?

 

PERCHE FARSI SUPPORTARE

Perché conviene sempre usufruire dell’esperienza di chi lo fa legalmente e di mestiere. Sarai supportato in caso di dubbi nelle molteplici scelte da farsi o nella risoluzione dei problemi che inevitabilmente si presenteranno in fase esecutiva. Inoltre, avrai garanzia di tempi precisi nei vari lavori, grazie ad un unico referente alla guida di una squadra affiatata. I tempi certi diventano una chimera nel caso in cui debba essere tu ad allineare le agende dei singoli artigiani selezionati: il cantiere potrebbe dilungarsi a dismisura, aumentando i tanti disagi di chi spesso vive dentro l’ambiente da ristrutturare.

Infine l’aspetto fiscale, dove l’esperienza di chi conosce la materia potrà tornarvi molto utile come supporto per non sbagliare, visti gli importanti benefici che si possono usare per ridurre i costi, risparmiando sulle tasse.

 

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